16 anni: Io e le mie scelte – CAPITOLO XVI

La scoperta

Oggi, sono ufficialmente passati due mesi da quando ho scoperto di essere incinta, perciò anche dall’inizio della mia gravidanza. Non riesco ancora a crederci, è successo tutto così in fretta, la mia vita sembrava essere così monotona e ripetitiva, almeno fino a due mesi fa, eppure ora ho vent’anni, sono felicemente fidanzata con il ragazzo che amo da quattro anni, e sono in procinto di diventare madre di una splendida creatura. Inoltre, negli ultimi giorni, appena ho avuto l’occasione, l’ho colta al volo, e ho approfittato per parlare della mia condizione, al telefono con mia sorella Courtney. Lei era letteralmente pazza di gioia durante l’intera conversazione telefonica, ed essendo al corrente del fatto che sono al secondo mese di attesa, mi ha consigliato di andare dal medico per la mia prima ecografia, per far sì che mi accertassi delle condizioni di salute del bebè che porto in grembo. Io, ovviamente, la ringraziai del consiglio, e senza perder alcun istante, telefonai subito il dottore per prendere un appuntamento e  con certezza la data della suddetta ecografia. La telefonata non durò molto, infatti, mi ci vollero solo pochi minuti per prendere accordi con il dottore circa la visita alla quale intendevo sottopormi. Ad ogni modo, fissai l’appuntamento per l’indomani, e, la mattina seguente, dopo essermi preparata, mi feci accompagnare da Jackson nello studio del medico. Visto quanto ero nervosa, il viaggio, che pure non è poi così lungo, mi è parso letteralmente infinito. Poi, dopo venti minuti di macchina, arrivammo, e dovetti aspettare, in sala d’attesa, il mio turno di essere visitata. Io cercavo di non dare nell’occhio, mantenendo la calma, ma devo confessare che, più l’attesa si allungava, più la mia ansia cresceva. A essere onesti, ero davvero molto preoccupata circa la condizioni di salute del bambino, perché in fondo, in quegli ultimi giorni mi ero stressata parecchio a causa degli studi universitari che non intendo abbandonare.  Un’altra cosa che non faceva altro che aumentare i miei livelli di ansia e preoccupazione, era il pensiero di aver dovuto assumere dei farmaci diverse volte al giorno, visti i dolori di stomaco provocati dalla mia condizione stessa. Senza neanche accorgermene, finii per passare un’intera mezz’ora tormentata da questi pensieri, allo scadere della quale, sentii un improvviso scatto metallico, e, alzando lo sguardo, mi resi subito conto che la fonte di quel rumore era semplicemente la porta dello studio del medico che si apriva. Tutto d’un tratto, mi sentii sollevata, perché sapevo che era finalmente arrivato il mio turno. Senza perdere tempo, sia io che Jackson ci avviammo verso la porta aperta, ed entrammo così nello studio del dottore, il quale, non appena mi vide, si presentò, strinse la mano ad entrambi, e mi fece sdraiare sul lettino posto accanto alla sua scrivania. Non appena mi fui sdraiata, il medico iniziò ad effettuare l’ecografia. L’ intero processo, non ebbe una lunga durata, e devo ammettere che inizialmente ero abbastanza nervosa dei risultati, ma mi sentii sollevata quando affermò che poteva mostrarceli direttamente, invitandoci a guardare lo schermo di una sorta di piccola telecamera, posta anch’essa, di fianco al lettino dove ero sdraiata. Voltarmi per guardare, fu leggermente difficile, ma con un po’ d’aiuto ci riuscii, e fui felice di scoprire quel che, durante quei due mesi, stava accadendo all’interno della mia pancia. A detta del medico, sembrava essere tutto nella norma, sembravano non esserci problemi e sia io che Jackson, potevamo tranquillizzarci. In quel momento, notai che Jackson mi stava sorridendo, e io feci lo stesso guardandolo negli occhi. Da quel momento in poi, sapevo che tutti i miei dubbi avevano cessato di esistere. Andava tutto bene, e né io né Jackson, dovevamo più preoccuparci. Qualche minuto dopo averci mostrato quelle immagini, il dottore ci disse che aveva una sorpresa per noi due. Confusi, entrambi gli chiedemmo cosa intendesse, e, cercando di farcelo capire senza dover fornire indizi, ci invitò nuovamente a dare un’occhiata, stavolta più da vicino, alle immagini che ci aveva previamente mostrato. Noi gli demmo retta senza proferire parola, salvo poi asserire che, nonostante aver guardato, ancora non capivamo cosa intendesse, perdonando la nostra quasi totale ignoranza in campo medico. Alla fine, fu il dottore stesso a rivelarci quale fosse la sorpresa che aveva per noi, così, senza esitare, ci disse che dovevamo essere orgogliosi, poiché stavamo per diventare genitori di due bellissime gemelline, che erano entrambe sane come pesci. A quella notizia, io e Jackson, che eravamo a dir poco felicissimi, ci abbracciammo. Entrambi, non riuscivamo proprio a credere a ciò che avevamo appena sentito, eppure era vero. C’è da ammettere poi, che non mi sarei mai potuta aspettare una notizia così bella. Continuavo, in preda all’incredulità, a guardare Jackson che sorrideva, anche lui felice di questa scoperta. Ora come ora, sono incinta di due mesi, e non vedo l’ora che le gemelle nascano. Non voglio assolutamente mettere fretta alle cose, l’unica cosa che voglio fare è stringere fra le braccia le mie due future bimbe. Comunque, comprendo, ora che sono in dolce attesa, di dover rinunciare, pur non volendo, a tante cose, che prima erano parte del mio vivere quotidiano, fra cui gli studi universitari, che ho intenzione di riprendere in un secondo momento, sicuramente dopo la nascita delle bambine, e lo stare con le mie amiche quanto vorrei. Loro, per inciso, non sanno ancora nulla della mia attuale condizione, visto il fatto che, pur essendo compagne di università, ognuna di noi sembra avere i propri piani per il futuro, e ognuna ha i propri impegni, perciò si può dire che i miei contatti con loro sono molto diminuiti negli ultimi tempi, ma non si può dire lo stesso del nostro rapporto di amicizia, difatti, quello non è cambiato di una virgola. Conosco la maggior parte di loro, comprese Karen e Britney, dai tempi del liceo, e devo ammettere che lo studio sembra avermi leggermente allontanata da loro, ma voglio rimediare. Infatti, domani ho intenzione di uscire assieme a loro per divertirmi come facevamo prima, e confidare loro questo “piccolo segreto”.
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4 thoughts on “16 anni: Io e le mie scelte – CAPITOLO XVI

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