16 anni: Io e le mie scelte – CAPITOLO XV

Una dura verità

Ieri per me, è stata una giornata bellissima, considerando il fatto che l’ho passata quasi interamente con il mio fidanzato. Questo mi fa ripensare a quello che abbiamo fatto l’altra sera. Ieri notte, quando sono andata a letto, sembrava andare tutto bene, al contrario di oggi. Infatti, fin da stamattina, mi sento veramente strana. Mi gira la testa, ho un inspiegabile senso di nausea, e anche un leggero dolore alla pancia. Visti i miei sintomi, nel primo pomeriggio, ho deciso di prendere un appuntamento con il mio dottore, tanto per fare un controllo e accertarmi che vada tutto bene e che non sia nulla di grave. A essere onesti, non sono una di quelle persone che, al minimo segno di malattia o malessere, si precipitano dal proprio medico, aspettandosi sempre il peggio, ma, non essendomi mai sentita così, volevo ascoltare il parere di un esperto. Perciò, go chiesto al mio ragazzo, Jackson, di accompagnarmi dal medico perché, per l’appunto, non mi sentivo affatto bene. Quando arrivammo, ci toccò aspettare, per quasi un’intera ora, nella sala d’attesa. Attendere un po’ per me, non era per niente un problema, ma la cosa diventò abbastanza complicata quando i capogiri, che già avevo, peggiorano. Alla fine, arrivò il mio turno di essere visitata, e io mi diressi, assieme a Jackson, nello studio del medico. Appena entrata, mi sedetti, incrociando le gambe, su una delle sedie lì presenti e, subito dopo, cominciai a presentare il mio intero corredo sintomatologico al dottore, che ascoltò senza proferire parola. Mentre parlavo, prestavo molta attenzione al mio interlocutore, notando che, di tanto in tanto, faceva segno di sì con la testa. Finite le spiegazioni, gli chiesi cosa potesse significare, e il dottore, prima di rispondere, mi pose un paio di importanti domande, fra cui quanti anni avessi, se facessi attività fisica o meno, e se svolgessi mansioni gravose o stressanti. Mantenendo la calma, risposi che avevo da poco compiuto vent’anni, che conducevo una vita attiva, e che non credevo che gli studi universitari potessero essere, per me, motivo di stress. Secondo il medico, di cui io mi fidavo, tutti i miei malesseri erano causati da sforzi eccessivi ed elevati livelli di stress, perciò mi consigliò di evitare di agitarmi troppo e di prendermela con calma, senza alcuna pressione. Non sapendo cos’altro fare, decisi di seguire i consigli del medico, e infatti, per i successivi tre giorni, tutto sembrava essere tornato alla normalità. I capogiri e il dolore di stomaco cessarono, ma un nuovo e inaspettato sintomo mi sconvolse letteralmente. Con mia grande sorpresa, la mattina dopo, scoprii un ritardo nel mio ciclo mestruale. Non era mai stato irregolare, ma in ogni caso, decisi di non dare troppo peso alla cosa, perché, riflettendo, mi venne in mente che era un semplice ritardo, nulla più, perciò non dovevo lasciarmi prendere dal panico o dall’ansia. Pochi giorni dopo, i capogiri e i dolori di stomaco si ripresentarono, così decisi di ritornare dal dottore. Una volta arrivata, fui sottoposta a una lunga serie di esami, tutti con esito negativo. Inoltre, notando un leggero rigonfiamento della mia pancia, il medico stesso mi chiese se fossi incinta, e io risposi di no, ma ad ogni modo, per sicurezza, il dottore mi consigliò di effettuare un test di gravidanza, per eliminare ogni mio dubbio e confermare i suoi sospetti. Lo ringraziai del consiglio, e subito dopo, uscii dal suo studio. Non appena io e Jackson uscimmo per raggiungere la sua macchina e tornare a casa, lui mi chiese, in tono parzialmente preoccupato, come fosse andata la visita dal medico, e io gli risposi affermando che non c’era alcun problema, che andava tutto bene, e che potevamo dormire sonni tranquilli. Non appena Jackson accese il motore dell’auto, mi ritornarono in mente le parole del dottore, e feci presente a Jackson che, se era possibile, dovevamo raggiungere in fretta la farmacia più vicina. Lui mi chiese perché, ed io, non sentendomi affatto pronta a dirgli la verità, mentii dicendo, per evitargli preoccupazioni, che dovevo prendere delle pillole per il mal di testa. Generoso com’è, si offrì lui di scendere dall’auto e comprarmi lui le medicine, ma io lo fermai, asserendo che potevo farlo benissimo da sola. Alla fine, come era prevedibile d’altronde, fui io a scendere dalla macchina e ad entrare in farmacia e prendere, invece che delle pillole per il mal di testa, un kit per il test di gravidanza, che avevo intenzione di fare, per essere sicura che il medico che mi aveva visitato consigliandomelo, avesse torto. Fortunatamente, per tutta la durata del viaggio fino a casa, smisi di mostrare segni di malessere, e appena rientrai in casa, corsi trafelata in bagno, intenzionata a fare quel dannato test una volta per tutte.   Ero del tutto sicura che l’esito si sarebbe rivelato negativo, ma quel che lessi mi scioccò. Il test era positivo. Non potevo credere a ciò che avevo appena visto con i miei stessi occhi, ero talmente sorpresa e confusa, che per poco non caddi. Quello che ero stata appena costretta a incassare, era stato davvero un brutto colpo. Ad ogni modo, cercai di calmarmi, e scossi la testa un paio di volte, tanta era la mia incredulità. Un attimo dopo, chiusi gli occhi, e quando li riaprii, diedi un’ultima occhiata al risultato del test, sperando di essermi sbagliata, e pregando che quel che mi stava accadendo, fosse solo il frutto della mia immaginazione, che, in quel momento più che mai, galoppava vista anche la gran confusione che avevo in testa. Purtroppo, dovetti accettarlo. Ero in dolce attesa. In quel momento, fui letteralmente pervasa da un fiume di emozioni. Ero felice, ma allo stesso tempo anche triste, perché non avrei mai voluto che una cosa del genere, per quanto bella potesse essere, mi accadesse così presto. Poco tempo dopo, sentii qualcuno bussare alla porta del bagno. Era Jackson, che, visto il lungo lasso di tempo che avevo trascorso lì dentro, sembrava essersi preoccupato. In realtà, quella preoccupata ero io, perché, la mia mente fu invasa da migliaia di pensieri e domande. Che dovevo fare? Come l’avrebbero presa il mio ragazzo e i miei familiari? Che ne sarebbe stato della mia carriera universitaria? Non potevo saperlo, ma in quell’istante, fui sicura di una sola cosa. Dovevo assolutamente dire a Jackson e alla mia famiglia, la verità. Prima o poi, tutti i nodi vengono a pettine, e sapendolo, non potevo continuare a nasconderlo all’infinito. Così, presi una decisione. Uscii dal bagno e raggiunsi subito Jackson, che trovai seduto sul divano del salotto. Non volevo perdere neanche un secondo di tempo, così mi avvicinai e gli dissi:” Jackson, dobbiamo parlare. Ricordi l’altra sera? Bene, mi sto riferendo proprio a questo. So che forse non dovrei dirtelo in questo modo ma, io aspetto un bambino di cui tu sei padre.” Dopo averglielo detto, mi sentii subito molto meglio. Non c’è assolutamente modo per descrivere quanto mi sentissi sollevata. Nulla, però, avrebbe mai potuto prepararmi alla sua reazione. Difatti, mi guardò negli occhi ed esclamò:” Carly! Sei davvero incinta? Non posso crederci! È una cosa bellissima, non sei contenta?” In quel momento, ero certamente felice, perché in fondo sapere di aspettare un figlio è una notizia incredibile, ma quel che trovai ancor più incredibile, fu l’inaspettata reazione di Jackson. A dire il vero mi aspettavo che si pentisse di ciò che era successo, e decidesse di lasciarmi dopo il “guaio” che aveva combinato. Fortunatamente, però non fu così, e potei finalmente tirare un grosso sospiro di sollievo. Che dire, il più era fatto, ora, l’unica cosa che restava da fare, era dare la notizia alla mia famiglia. Io non sono affatto una persona frettolosa, ma volevo solo togliermi quel pensiero dalla mente, perciò, quella stessa sera, telefonai a mia madre, per invitare lei e il resto della famiglia a casa di Jackson, per far sì che avessimo l’opportunità di discutere dell’accaduto. L’impresa però, si rivelò tutt’altro che semplice. Infatti, quando la mattina dopo, così come era stato previamente stabilito, la mia intera famiglia venne a trovarmi a casa del mio ragazzo, devo confessare che provai molta vergogna nel dover raccontare loro la verità. Mi vergognavo, non perché non riuscissi a trovare le parole per dirglielo, bensì perché ancora non sapevo come i miei genitori, mio fratello e mia sorella, avessero potuto reagire. Decisi, tuttavia, di dire loro la verità senza mezzi termini, e fortunatamente, tutto andò come io e Jackson avevamo sperato. Tutta la mia famiglia, nessuno escluso, era raggiante di felicità una volta ricevuta la notizia della mia gravidanza, e dopo che gliela diedi, iniziarono tutti quanti a pormi domande riguardo la gravidanza stessa, fra cui come e quando l’avessi scoperto, se avessi già almeno una vaga idea per il nome del nascituro, e se avessi preferito avere un bimbo o una bimba. A quest’ultima domanda risposi affermando che avrei preferito avere una femmina, aggiungendo che, anche se il bambino che portavo in grembo, fosse stato un maschio, per me non ci sarebbe stato alcun tipo di problema. Vista la maniera in cui ho scoperto la mia condizione, devo ammettere che è stato un po’ una sorpresa, infatti, all’inizio avevo paura ad affrontare quest’ostacolo con le mie sole forze, ma ora, sapendo di poter contare sull’aiuto e sul sostegno della mia famiglia e del mio ragazzo, mi sento molto più tranquilla e ogni sorta di timore iniziale è completamente scomparso diventando semplicemente un vago e lontano ricordo.
Please follow and like us:

4 thoughts on “16 anni: Io e le mie scelte – CAPITOLO XV

  1. I wish to get across my admiration for your generosity supporting persons who have the need for guidance on this one matter. Your real commitment to getting the message around came to be surprisingly advantageous and has frequently enabled associates much like me to arrive at their objectives. Your entire helpful suggestions denotes a whole lot to me and a whole lot more to my peers. Many thanks; from everyone of us.

  2. Needed to draft you a little observation to finally say thanks yet again with the magnificent views you have documented above. It was so pretty open-handed with people like you to offer publicly what many of us could have supplied as an e book to get some profit on their own, especially considering that you could have done it if you ever wanted. The secrets also served to be the good way to recognize that someone else have similar desire just as mine to see good deal more in regard to this condition. I’m certain there are thousands of more fun occasions up front for many who read your site.

  3. Thanks a lot for providing individuals with an extremely terrific opportunity to check tips from this website. It’s usually so lovely and also stuffed with a great time for me and my office fellow workers to search your web site nearly thrice weekly to study the fresh guides you have. And lastly, I’m just always contented concerning the cool principles you give. Certain 2 points in this post are in truth the most impressive I’ve ever had.

  4. Thank you a lot for providing individuals with remarkably breathtaking opportunity to discover important secrets from this web site. It is always so terrific plus full of a great time for me personally and my office colleagues to visit your website a minimum of three times a week to read through the latest guides you have. And lastly, I’m just actually satisfied with all the impressive guidelines you serve. Certain 1 areas in this post are ultimately the finest I have had.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *