16 anni: Io e le mie scelte – CAPITOLO VI

Un regalo inaspettato

 Quello odierno, appariva per me come un giorno normale e uguale tanti altri, con la solita routine che continuava, inesorabile, a ripetersi. Tutte le mattine mi sveglio, faccio una veloce colazione, mi lavo, mi vesto e dopodiché io e Jackson andiamo all’ università insieme. Ad ogni modo, da stamattina ho il sentore che qualcosa di strano stia per accadere. Certo, la lezione odierna all’università è andata bene e  io e il mio ragazzo non abbiamo problemi fra di noi, ma ora che ci penso, non sto più avendo alcuna notizia della mia famiglia da circa tre settimane, cosa che, tra l’altro, mi turba non poco, visto che da quando i miei genitori sanno che vivo da Jackson, telefonano praticamente ogni due giorni. Dato che né mia sorella, né i miei genitori si sono messi in contatto con me, ho cercato di farlo io, telefonando a casa svariate volte senza ricevere alcuna risposta. Con l’arrivo della sera, ho iniziato a perdere le speranze e ho deciso di desistere dal contattare la mia famiglia. Perfino Jackson, che cerca sempre di non ficcare il naso nelle mie questioni personali, stavolta era visibilmente preoccupato. Fu così, che vedendomi sdraiata sul letto in camera sua, mi invitò a mettermi seduta, dopodiché si avvicinò a me e guardandomi negli occhi mi chiese: ”Carly, cos’hai? Sicura che vada tutto bene?” A quel punto io, che pur non volevo farlo preoccupare né stare in pensiero per me, mi decisi e risposi:” Io sto bene, ma sono preoccupata per la mia famiglia, che ormai non si fa più viva da settimane. Subito dopo, sentendosi davvero male per ciò che avevo appena finito di raccontargli, cercò subito di consolarmi. “Ma allora è per questo che sei così dispiaciuta! Ora ascoltami, se può farti sentire meglio ora ceniamo, poi andiamo a letto e domani andiamo a far visita ai tuoi. Che ne dici? Ti va l’idea?” Disse, terminando il suo discorso con quella domanda.  Non appena lo sentii pronunciare quelle parole lo ringraziai abbracciandolo e accettando la sua proposta. Il giorno seguente mi alzai prestissimo e mi preparai in gran fretta, ansiosa e felice di rivedere finalmente  i miei genitori dopo tutto quel tempo. Il viaggio verso casa dei miei mi parve letteralmente interminabile, ma, quando finalmente arrivammo, la mia intera famiglia mi accolse festosa. Dopodiché, mia madre invitò me e Jackson a sederci sul divano perché doveva comunicarci qualcosa di davvero importante.  Prima di svelarci questo suo segreto, si scusò per non aver telefonato neanche una volta durante quelle tre intere settimane, asserendo quindi di non aver potuto avendo avuto vari problemi legati al suo lavoro di veterinaria. Dopo essersi scusata, si decise a darci l’importante notizia che lei stessa aveva menzionato poco prima, così, senza lasciarci il tempo di riflettere e capire quello che stava succedendo, si alzò di scatto dal divano, fece un respiro profondo, e disse: ”Ragazzi, ciò che sto per dirvi è di grande importanza per me e voglio che sappiate che mi sto rivolgendo ad entrambi, ma soprattutto a te, Carly. Come già ben sapete, ho avuto vari problemi con il mio lavoro, ma non perché mi sia ammalata o cose del genere, bensì perché… sono incinta.” Appena mia madre finì di parlare, Jackson la guardò attonito, ed io, che ero la persona a cui era principalmente rivolta la bella notizia, mi sentii pervasa dalla felicità, a un punto tale da non rendermi conto di stare praticamente piangendo di gioia. Per me era letteralmente incredibile. Stavo per avere un fratellino o una sorellina. Non ci sono parole per descrivere la gioia che ho provato in quel momento. Ero felice, perché non mi sarei mai potuta aspettare una notizia di questo genere da mia madre, ma anche un pò triste perché ora che vivevo lontana dai miei genitori e dalla mia famiglia, sapevo che non avrei potuto aiutare mia madre col neonato in arrivo, o comunque, starle vicino e sostenerla quanto avrei voluto. In ogni caso, dopo ciò che era accaduto, non potevo certo rimanere lì muta come un pesce, così dissi a mia madre che nonostante il gran da fare mio e di Jackson con i corsi e le lezioni universitarie da seguire, qualora lei avesse sentito il bisogno di una spalla su cui piangere, visto quel che stava attraversando, per quanto mi sarebbe stato possibile aiutarla con il bebè, l’avrei fatto. Mia madre, che ha sempre cercato di non scaricare su noi figli il peso dei suoi problemi personali, mi ringraziò e aggiunse che apprezzava il mio gesto, ma che visto il già pesante fardello che mi portavo dietro da mesi, non avrei dovuto affatto farmi carico anche di questo suo problema, e io replicai dicendo che l’aiutarla per me non sarebbe stato per niente un impegno gravoso perché ad ogni modo avrei dovuto entrare a far parte della vita del nascituro essendo sua sorella maggiore. Quella visita mattutina ai miei genitori, si concluse con una gran bella sorpresa, qualcosa che nessuno, specialmente in un periodo così movimentato, avrebbe mai potuto aspettarsi. Ad ogni modo, sono felicissima di aver ricevuto questa meravigliosa notizia da parte di mia madre, che in questi ultimi tempi, non fa altro che ripetere che figli fantastici abbia, quanto sia fortunata ad averci, quanto sia felice di sapere che io, Courtney e Justin saremo sempre lì per lei, pronti a darle una mano e ad aiutarla a risollevarsi nonostante le mille avversità della vita di ogni giorno che, agli occhi di chi non la vive appieno, può sembrare un percorso semplice e privo di ostacoli. Purtroppo però, per quanto positivamente ci si possa affacciare alla vita stessa, essa non è mai così facile come a un primo impatto può apparire, anzi, è un cammino costellato di difficoltà di ogni genere, che ci vengono fatte affrontare per testare la nostra forza d’animo, la nostra voglia di vivere e la nostra volontà di stare al mondo. Io, che sono una normale diciassettenne, ho imparato tutto questo  non solo a mie spese, ma anche grazie ai preziosi consigli e insegnamenti di mia madre che mi ha reso la bella, gentile e scherzosa ragazza che sono oggi.
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4 thoughts on “16 anni: Io e le mie scelte – CAPITOLO VI

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