16 anni: Io e le mie scelte – CAPITOLO IX

Benvenuto Damien

È ormai passata quasi un’intera settimana dalla nascita del mio fratellino Damien, ma, per nostra sfortuna, abbiamo dovuto passarla in ospedale poiché stando al parere dei medici, mia madre e il bimbo stavano entrambi bene, ma dovevano restare dove sono ancora per un po’ di tempo, visto quanto mia madre si fosse stressata prima, durante e dopo il parto. Inoltre, qualche giorno fa, dopo un accuratissimo esame per il controllo delle condizioni di salute di Damien, si è scoperto che è sano e che non presenta problemi di particolare entità, salvo il fatto che, a quasi una settimana dalla nascita, non pesa ancora quanto dovrebbe. Per tale motivo, né lui né mia madre possono essere dimessi, così, mia madre è stata di nuovo fatta sdraiare su un lettino, con l’ordine di non stressarsi e mantenere la calma, e il piccolo Damien è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva neonatale fino a che i medici non ritennero che il suo problema di peso si fosse finalmente risolto. Fortunatamente, oggi, dopo una settimana di straziante attesa, sia mia madre che il mio fratellino sono stati finalmente ritenuti in grado di lasciare l’ospedale e tornare a casa, così che Damien possa iniziare una nuova vita alla scoperta del mondo e di ciò che lo circonda, lasciandosi alle spalle questa brutta esperienza. La cosa più importante è che ora che lui e mia madre sono stati dimessi, ho finalmente modo di  calarmi nei panni di sorella maggiore e dare una mano a mia madre nel prendersi cura di Damien. Per poterlo fare, non devo fare altro che restare a casa mia lontana da Jackson, ma per pura sfortuna, lui non sa ancora nulla di ciò che è successo in ospedale durante l’ultima settimana, ho deciso di chiamarlo al cellulare per metterlo al corrente di tutto. Quando gli ho telefonato questo pomeriggio, sembrava essere felicissimo della nascita del mio fratellino, ma, sfortunatamente, cosa che non volevo che accadesse, sembra che non gli vada a genio il fatto che io torni a stare da mia madre per aiutarla con il bebè. Mantenendo la calma, ho ovviamente cercato di spiegargli che il periodo di tempo che trascorrerò a casa di mia madre sarà breve, ma lui non vuole sentire ragioni. Ora come ora, non so proprio cosa fare. Ultimamente, ho sempre un miliardo di pensieri per la testa, fra cui il dover cercare di dividermi fra il mio rapporto con il mio fidanzato, il dover aiutare mia madre con il piccolo Damien, e il dover presto sostenere il mio primo esame universitario legato alla facoltà da me scelta, ovvero storia e filosofia. Ad ogni modo, anche se in questo periodo sembra che il mondo mi stia crollando addosso, comprendo di dover fare finta che tutto vada bene e fare ciò che va fatto, seppur andando per gradi. Riflettendo, ho deciso di iniziare parlando con Jackson della mia intenzione di tornare a stare da mia madre per aiutarla con Damien, e proprio oggi, mi sono fatta coraggio e gli ho di nuovo telefonato spiegandogli tutto e andando dritta al punto senza usare mezzi termini, e almeno stavolta sembra avermi dato retta e capito le mie ragioni, dandomi quindi modo tornare a casa da mia madre e occuparmi assieme a lei del mio fratellino, poichè, in caso contrario, il piccolo Damien finirà per crescere senza una delle due sorelle maggiori, e ad essere sincera, non voglio certamente che questo accada. Inizialmente pensavo che prendersi cura di un neonato fosse facile, ma dopo la mia prima giornata passata a prendermi cura del bebè insieme a mia madre, ho capito che non è affatto così. In tutta la serata né io né mia madre abbiamo avuto un attimo di tregua. il piccolo aveva sempre e costantemente bisogno di noi, ogni volta per un motivo diverso, partendo dal fatto che non dormisse e finendo al dovergli dare da mangiare praticamente ogni ora. In altre parole, sia io che mia madre siamo entrambe a pezzi. Non avevo mai sperimentato la difficoltà del prendersi cura di un neonato, e lei non era più abituata a quei ritmi di vita così frenetici, essendo giustamente, passati anni dall’ultima volta. Poi, dopo circa un mese e mezzo di tempo passato a dividermi fra il migliorare il rapporto con il mio ragazzo, tra parentesi, tornato ad essere quello di prima. Tutto va quindi a gonfie vele, e l’imparare a prendermi cura del mio fratellino da sola in caso dovessi mai sostituire mia madre in questo, sarà sicuramente un punto a mio favore. Per tale motivo, ho deciso di restare un pò sola con me stessa senza pensare, almeno per un limitato periodo di tempo, a niente e a nessuno, avendo così modo di godermi al meglio gli ultimi attimi di tempo libero che mi sono concessi. Per mia grande sfortuna, tutto ha una fine, quindi anche il mio tempo libero, che, in molti casi, sono stata costretta a dover sacrificare, viste le mille cose che ho avuto da fare ultimamente e i mille pensieri che sto recentemente avendo per la testa. In ogni caso, di aver investito il mio tempo libero nella risoluzione dei miei problemi personali e familiari, non mi tocca, poichè almeno in quest’ultimo periodo, so di stare facendo le cose giuste per far sì che nella mia vita tutto fili liscio come l’olio. Come se tutto ciò che è successo non bastasse, alla mia già lunga lista di cose da fare, si è aggiunto anche il dover studiare per il mio primo esame universitario, che sosterrò a breve, quindi, ora come ora, non ci sono per nessuno. In questi ultimi tre giorni che ho per studiare e ripassare, avrò come unica compagnia circa una decina di vecchi e polverosi libri di storia, grandi ciascuno, almeno il doppio di me. Beh, che dire? Me la sono proprio cercata. Dopotutto, non è certo colpa mia, ultimamente sto avendo tutta questa serie di problemi uno dopo l’altro, ma questa scusa da un lato non regge, e dall’altro non sarà sicuramente utile per ciò che voglio ottenere, e cioè, superare questo difficile esame una volta per tutte, in modo da levarmelo di torno. Visto come si mettono le cose, non posso fare altro che darmi da fare. Certo, al momento la mia situazione non è affatto rosea, ma forse sto esagerando. In fin dei conti, non è nient’altro che un esame di storia, e poi, nel drammatico caso in cui non riuscissi a passarlo e venissi bocciata, potrei concedermi del tempo per raccogliere le idee, concentrarmi e riprovare a sostenerlo solo ed esclusivamente quando saprò di essere realmente pronta. D’altronde, questo è solo il primo della lunga serie di esami che dovrò sostenere e passare per poter realizzare il mio sogno di diventare insegnante di lettere, e in ogni caso, voglio essere ottimista. Credo di potercela fare anche se in questo periodo l’ansia mi sta letteralmente divorando. Ad essere onesta, penso di riuscire a passare quest’esame, ma ho sempre svariati dubbi sull’argomento. Ora come ora, l’unica cosa che posso fare è studiare, o almeno provarci, visti i mille pensieri che ho per la mente e le mille cose che sto avendo da fare. Considerato l’attuale stato delle cose, poi, credo sia meglio cercare di non saltare a conclusioni affrettate e impegnarmi a fondo per raggiungere questo mio obiettivo.
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